Frammenti

mercoledì, marzo 31, 2004

La frattura esistente tra l'io e il mondo risulta essere ormai totalizzante. Tra la realtà e il mio mondo esiste un paradosso, difficile da colmare; è come sentirsi spaesati, spersonalizzati, disumanizzati; è come vivere al di sopra di esso e non sentirsi neppure, in alcun modo, sfiorati dalla realtà. Ormai, come dice Palazzeschi, gli "uomini non chiedono più nulla ai poeti" e la risposta che gli essi chiedono alla loro profonda crisi esistenziale, morale e culturale è solo quella dell'individualità! La civiltà moderna risulta infatti, corrosiva e invasiva, nonchè deprimente, per chi vive di sogni e porta inevitabilmente a rompere l'incantesimo e a rendersi conto sognare nn rende e che i sogni nn potranno esaudirsi mai...Pensavo che era possibile lottare contro la civiltà moderna che massifica e globalizza l'essere umano, eludendo ogni soggettività critica; mi rendo conto, ora, dell'impossibilità di tutto questo e che la sopravvivenza è data dalla facoltà di sgomitare, per rischiare a nn affondare, boccheggiando! La mia protesta, alla fine, si conclude con una inutile quanto banale impotenza, la stessa che Eugenio Montale, descrive nella sua poesia "spesso il male di vivere ho incontrato", dove la crisi spirituale dell'uomo si frantuma e si dissolve...Il male di vivere del poeta è il tentativo di testimoniare il suo malessere, lo scacco, l'impotenza dell'uomo e della cultura, che sa di aver perso i suoi punti di riferimento: un'analisi quanto mai presente e attiva al giorno d'oggi dove il male di vivere è l'impossibilità di comunicare, è l'isolamento, la vita strozzata. E' "il male di essere", in quanto ci impedisce di avere certezze, di conoscere la realtà e noi stessi...

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mercoledì, marzo 03, 2004

Le stelle sono metafore!

C'è qualcuno più in alto di noi...

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