venerdì, luglio 30, 2004
Oh è grigia malinconia quella sensazione che mi soffoca e mi fa star male...grigi silenzi dietro muri coperti da edere rampicanti...un sogno luminoso...un riflesso evanescente che perde bagliore...Solitudine, paura, rimpianto unici sollievi, unici amici perenni della mia quotidiana follia...
martedì, luglio 20, 2004
Un angolo di cielo
Stanotte ho pianto
e i sussulti riempivano
il silenzio
ma non ero sola
c’era il suo viso
a tenermi compagnia:
quel viso che non
ho visto mai era qui,
vicino a me
e le sue labbra
si piegavano in un
lieve sorriso
mentre parole dolci
uscivano dalla sua bocca
riscaldando il mio cuore
e calmando i miei sussulti.
Così pian piano le
lacrime si sono fermate
E il mio corpo è scivolato, lento,
nel suo abbraccio
addormentandosi.
E mi ha tenuta così
per tutta la notte
fino al mattino, quando
i miei occhi si sono aperti
e lo hanno ritrovato,
dolce come sempre,
prima che volasse
lontano da me.
Katya
venerdì, luglio 16, 2004

Secondo il poema di Illica, la donna, nel cammino della sua redenzione, dopo aver vagato come "gelida larva con ne li occhi lacrime fatte di ghiaccio" ottiene il perdono se ascolta e dà risposta alla voce del suo grembo che la richiama al ruolo di procreatrice e di madre.
Si legge infatti nel poema Nirvana:
"Or ecco fuori della vallea livida/ appaion alberi! Là da ogni ramo chiama forte un'anima/ che pena ed ama; ed il silenzio è vinto e la umanissima/ voce che dice: Vieni! A me vieni, o madre! Vieni e porgimi/ il seno, la vita. Vien, madre!... Ho perdonato!... Là fantasima/ al dolce grido vola disiosa e porge al ramo tremulo/ il seno, l'anima. Oh, portento!/ Guardate! Il ramo palpita!/ Il ramo ha vita! Ecco! E il viso d'un bimbo, e il seno succhia/ avido e bacia! Poi bimbo e madre il grigio albero lascia/ cadere avvinti... Là su Nirvana irradia! Là su il figlio/ con seco tragge la perdonata Madre... I monti varcano/ le due fantasime! ... Varcan l'angoscia de le nubi e volano/ dove è Nirvana. Oh, umana questa fede che dimentica/ e che perdona".
