Frammenti

lunedì, maggio 30, 2005

La vita: un libro che vorrei scrivere...

 

Livia Alessandrini, Profondo eco-cm100x160-tech mixtesurtoile-Villeneuve 2003

 

Immagine di Livia Alessandrini, Profondo eco, cm100x160, tecnica mista su tela, Villeneuve 2003

 

E’ difficile parlare di vita, sarebbe come parlarvi di nuvole: effimere e indefinite eppure così visibili, a volte anche invadenti e PROROMPENTI…fatte di sfumature difficili da cogliere…impercettibilmente     l e n t e       e perennemente mUtAbIli; lontane da qualsiasi definizione materiale, scevre da tediosi calcoli…

La vita, quella legata al tempo di ognuno di noi, alle sensazioni più profonde del nostro io, all’eterna e cangiante metamorfosi dell’esistenza, all’operare maestoso e meraviglioso dei cicli stagionali, diventa per me spiegabile solo attraverso i colori, i suoni e i geroglifici segnici della mia amata scrittura…

La vita palpitante, ma anche quella sconcertante, la vita solitaria e così acutamente sensibile, la vita travagliata e stanca, ma anche quella fibrillante ed emozionante, trova spazio, per me, nell’espressione sublime, ineguagliabile, maestosa dell’arte che affida al tempo la grandezza della creatività umana sottraendola alla caducità dei difetti, delle debolezze, dei pregiudizi che l’annullano…

Solo gli artisti sono riusciti e riescono ancora a sentire il palpito vitale, l’ardore di esserci, trasfondendolo nella duttile materia come fanno gli scultori, o nelle cangianti sfumature del colore come fanno i pittori o in un aggroviglio nevrotico e nostalgico di note come fanno i musicisti lasciando fluire l’armonia, senza troppe fallaci domande…ottenendo solo infinite risposte…

E io…io affido alla penna la vita che scivola lenta, fugace, traducendola per me in grafemi, rappresentando ciò che sono e a volte ciò che vorrei essere, trasportandomi nel lento fluire del tempo e degli avvenimenti, con una visione a volte teatrale, a volte infantile, a volte incosciente definendo posizioni e attese, fino a scrivere, scrivere, pagine infinite incise nei colori più assurdi, aspettando che l’inchiostro termini all’Improvviso

(Katya)

 

frammenti di: clf2000 delle ore: 19:44 | commenti (3)

venerdì, maggio 27, 2005

Voglio proprio vedere se al tg parlano di questo:

Il papa ha ‘occultato’ l’inchiesta sugli abusi sessuali

di Jamie Doward

Una lettera confidenziale rivela che Joseph Ratzinger ordinò ai vescovi di non svelare gli abusi sessuali su minori perpetrati da ecclesiastici...

frammenti di: clf2000 delle ore: 16:24 | commenti (2)

venerdì, maggio 20, 2005

 

Viola di Massimo, collezione privata dell'autore, olio su tela 100x50 cm, 2001

Per risplendere devi bruciare           

(John Giorno)

 

Oggi son successe un pò di cose strane, fondamentalmente diverse ma confluenti in un'unica direzione; è come quando prendi l'ombrello sapendo che nonostante ci sia il sole pioverà, non sai perchè ma qualcosa ti spinge a pensarlo...

Sarà per il caldo che comincia a far sudare i neuroni o forse sarà per scarsa dinamicità che ultimamente mi pervade ma tutti i segnali mi portavano a pensare che avrei fatto nuove scoperte all'alba del nuovo giorno, senza essere veicolata dalle cose, sapendo di poter fluttuare tra gli spazi infiniti, riscoprendo messaggi e stilemi insoliti, nascosti al grande pubblico: dai post di Beppe Grillo sulla fallacità della comunicazione realizzata dai mass - media a quest'intervista a notte fonda a John Giorno, un gay ormai datato, autore della Pop Art letteraria nonchè assiduo frequentatore dei più grandi artisti degli anni sessanta e settanta; sconosciuto in Italia a molti per la totale mancanza di traduzioni dei suoi testi. Potremmo considerarlo un paroliere, fondatore di "Performance Poetry",  con il quale ha elevato "Spoken Word" (la Parola Parlata) ad alta forma d’arte. E’ una delle figure più innovative che ha influenzato la poesia del ventesimo secolo. La carriera di John Giorno dura da quarant'anni. Il suo lavoro (scritto, registrato e presentato in performance) ha per sempre cambiato il modo di vedere la poesia. Il suo più recente libro “ You got to burne  to shine” (Per Risplendere Devi Bruciare – City Light  Firenze 1998) offre i dettagli delle sue intime memorie personali, includendo (fra l’altro) la storia della sua relazione con Andy Warhol  (John  è stata la star del primo film di Worhol ‘ Sleep’’ 1963), del suo animato incontro sessuale con Keith Haring  e pensieri sull'interpretazione della morte nel Buddismo Tibetano nell’età dell’AIDS. Nel 1965 ha fondato ‘’Giorno Poetry Sistems’’ e nel 1968 ha creato ‘’Dial-A-Poem’’ innovando l’uso del telefono per le comunicazioni di massa.  La ‘’Giorno Poetry Sistems’’ ha prodotto più di quaranta Lp e Cd, video e films,   di poeti e artisti come Tom Waits, David Byrne, Laurie Anderson, William Burroughs, Diamanda Galas, Allen Ginsberg e Anne Waldman.

Un “parassita della mente” come lo ha definito Burroughs, perchè le sue parole “entrano nella testa, vivono là, ripetute, ripetute, ripetute” e martellano come il suono di una chitarra elettrica.

E’ bello lasciarsi andare a suoni sconosciuti come quelli degli artisti ascoltati questa notte; un ascolto inusuale, per noi, a cui l’orecchio, non abituato, dopo un piccolo disorientamento, riconosce la via rimanendo affascinato. I suoni possono diventare quasi opprimenti ed angosciosi, evidenziando forse l’annosa prigionia e sottomissione che la società rivolge verso l'essere oppresso/soppresso ma la mente rimane libera, libera di viaggiare e scoprire universi nuovi, libera di non essere manipolata, libera di decidere, di discernere, valutare…ancora…

…libera di pensare…ancora…

frammenti di: clf2000 delle ore: 01:29 | commenti (5)