Frammenti

venerdì, settembre 30, 2005

Gustav Klimt Seminudo carponi, verso sinistra (Studio per Leda), matita blu, 1917. 

Gustav Klimt, Seminudo carponi, verso sinistra (Studio per Leda), matita blu, 1917.

Gustav Klimt pittore troppo ricercato, troppo aulico e simbolico per i miei gusti. Troppo lontano dalla realtà ed estremamente sofisticato nelle stesure cromatiche e nelle torsioni dei corpi nonché impegnato altresì immerso in una eccessiva teatralizzazione della scena, risalente alla cultura barocca.
D’altronde lo aveva detto lui stesso: “Se non puoi piacere a tutti non dispiacerti. Piacere a tutti non è cosa buona”, tuttavia oggi guardando i suoi disegni le mie considerazioni subiscono un notevole cambiamento di rotta. Si tratta delle 50 opere, che dopo il successo di pubblico ottenuto al Museo Maillol, sono visibili in Italia al castello Visconteo di Pavia a partire dal 24 settembre fino al 4 dicembre. Un clicher di opere selezionate e scelte appositamente per la mostra italiana. Sono disegni erotici di carattere essenzialmente privato in cui risiede una potenza straordinaria. E’ un omaggio alla bellezza femminile, a cui si ispira gran parte della produzione di Klimt, in cui le figure sono semplicemente abbozzate, carpite nella loro intima disponibilità sessuale. Gesti pieni di tenerezza, carezze audaci. Sdraiata sul ventre in un letto disfatto, col bel viso avvolto dal sonno, in panni discinti dal turbamento della notte, l’opera “Seminudo carponi, verso sinistra (Studio per Leda)” (disegno a matita blu) 1917, è quella che mi ha colpito di più.
Non c’è traccia degli orpelli decorativi, la visione diventa immediata, semplice ma fortemente coinvolgente; non più le ricche distese cromatiche che si librano in ricchi motivi decorativi, non i ricchi tessuti in cui scompaiono quasi del tutto le sue protagoniste, ma semplici corpi lasciati liberi di fluttuare nello spazio.
La produzione di Klimt, che inizialmente predilige grandi spazi e una dimensione pubblica (la grande sala dell’Università di Vienna), trova nel disegno un momento di più intimo confronto. Le sue opere su carta non sono realizzate per essere mostrate in pubblico, anche se i critici suoi contemporanei li consideravano le sue creazioni migliori. Questi tratti dimostrano un carattere estremamente personale che lega il pittore alle sue opere e per questo che consiglio, chi può a visitarne l’esposizione pavese ne rimarrà espremamente affascinato.

frammenti di: clf2000 delle ore: 16:38 | commenti (3)

venerdì, settembre 23, 2005

Sincerità, china su cartone (cm. 160x110), 1841. Cartone preparatorio per gli affreschi di Selvapiana - Parma, collezione Perizzi.

Sincerità, china su cartone (cm. 160x110), 1841.
Cartone preparatorio per gli affreschi di Selvapiana - Parma, collezione Perizzi.

Sincerità è versare poche gocce d’arsenico in mezzo bicchiere d’acqua e offrirlo alla signora Amicizia.

Amicizia:
<<... E’ facile predicare il verbo basta essere sicuri di ciò che si vuole. Essere amici significa proprio essere sinceri>>
Sincerità: <<Ne sei sicura? Ma chi ha il coraggio di dire veramente ciò che pensa?>>
Amicizia: << Io, dico ciò che penso>>
Sincerità: <<Non credo: se così fosse resteresti sola. Chi di noi vuol sapere ciò che gli altri pensano realmente di noi stessi? Io lo voglio sapere? Tu lo vuoi sapere? Le persone fanno la fila per (di)mostrarsi sincere rinnegando le mie parole ma la verità è tutt’altra>>
Amicizia: <<Cosa siamo allora, se non possiamo essere sinceri neanche con gli amici?>>
Sincerità: << Ci piace cullarci della speranza che gli altri abbiano una buona immagine di noi perché abbiamo paura di restare soli. L’amicizia è una trama apparentemente fitta ma profondamente vulnerabile a contatto con le affilate lame della sincerità>>
Amicizia: <<Ma se ognuno fosse sincero non sarebbe tutto più semplice? Non capisco>>
Sincerità: <<Se ognuno di noi dicesse esattamente ciò che pensa dell’altro, se ognuno di noi esprimesse i propri pensieri senza paura dei contraccolpi, se ognuno di noi fosse sincero innanzitutto con se stesso, beh, non vi sarebbero due soli amici sulla faccia della terra. Adesso bevi>>.

Testo di Cristiano Sabbatini

***

L'amicizia come la sincerità è qualcosa di evanescente. La nostra volontà è quella di ricercarla con una inesprimibile tendenza ad elevarci, ma la nostra natura prettamente terrena ci fascia, vincolandone il passaggio. Trovo le parole di Cristiano sensibilmente vere: L'amicizia è un veleno da bere a grandi sorsi.

frammenti di: clf2000 delle ore: 12:53 | commenti

mercoledì, settembre 07, 2005

Frida Kahlo, La colonna rotta, 1944

L'uomo è preda dell'universo visibile

ma è l'invisibile che brama di essere trovato...

(F. Corvelli)

frammenti di: clf2000 delle ore: 01:09 | commenti (4)

giovedì, settembre 01, 2005

 

"Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità e sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi."

(Aldo Moro)

frammenti di: clf2000 delle ore: 01:01 | commenti (3)