Frammenti

venerdì, febbraio 17, 2006

E' un sottile filo rosso quello che...

...lega in maniera indissolubile due persone,...per sempre, nello spazio di un'esistenza... Il ricordo raccoglie gli avanzi di un'intensa vita passata a cercare te stesso nell'altro da te. Vivendo intensamente qualsiasi rapporto sai che inevitabilmente alla fine soffrirai, ma nell'attimo in cui l'accetti e lo vivi cadi giù, fino a toccare il centro del cuore, ascolti uno per uno i battiti impetuosi dello scorrere della vita e un turbinio di emozioni ti accoglie e ti disperde... Il tempo si annulla o corre veloce ma quando il 'sentirsi' si dilegua non rimangono che sciolti brandelli di memorie, resecati qua e la negli oggetti che accidentalmente riscopri per caso, nelle frasi scritte con inchiostro indelebile, nei nomi che ti passano accanto, nelle musiche che senti nell'aria...Allora il ricordo ti viene in soccorso e quel volto sfumato dal tempo si fa più nitido e si impone nuovamente alla tua mente...Occhi negli occhi, in un luogo sospeso dove stai bene e non senti l'anima che si lacera dallo sfinimento. Ricordo di aver letto una passo di un libro un giorno, nel quale l'autore parlando del distacco tra due persone diceva: "...ho acconsentito che venisse a riprendersi quei pochi oggetti d'uso personale, qualche vestito, qualche tubetto e qualche boccetta per il trucco, la fotografia, quelle piccole tracce femminili (ma anche maschili, se le rotture avvengono nell'altro campo, se è la donna a rimanere in casa e l'uomo ad andarsene) che rimangono per un certo tempo e che, probabilmente, vi saranno ancora quando si crederà che tutto sia stato portato via: un giorno, si scopre il graffio di un'unghiata che non è la nostra, oppure si cambia posto a un oggetto, tutte le cose rientrano nelle loro orbite, magari non le prime, ormai smarrite, ma quelle di poco precedenti, leggermente modificate, è ovvio, perchè in questo spazio sono entrate in collisione quelle forze che, per un certo tempo, si sono equilibrate insieme, viaggiando a rimorchio, ma poi l'equilibrio si è infranto, si è infranto il viaggio e talvolta, anche la vita..." e oggi ascoltando me stessa la ritrovo inaspettatamente vera...

(il brano è tratto dal libro "Manuale di pittura e calligrafia" di Josè Saramago)

Marc Chagall, Champ de Mars, 1954-1955, olio su tela, 149,5 x 105 cm, Folkwang Museum, Essen

Marc Chagall, Champ de Mars, 1954-1955

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