mercoledì, dicembre 24, 2008

NATALE ANTICO
E' Natale: le vie immerse in un turbinio
di rumori multicolori.
Sciamano frotte inebetite di persone:
stanno insieme, ma non sole.
E' Natale, ma non vedo
"la neve che lenta scende e soave".
Ci sarà però, son sicura, in un angolo
di cuore bambino,
un frammento
di Natale antico:
Natale di silenzio,
Natale di attesa,
parole di speranza...
Speranza che "la neve lenta scenda e soave".
venerdì, dicembre 19, 2008
"Stai con me
L'estate per te
Non va via".
(Zucchero, L'amore è nell'aria)

Tra le canzoni del nuovo album, l’ascolto di “Per colpa di chi” mi porta alla mente una data: 30/07/1997.
Oddio sono passati già 11 mitici anni da quella sera d’estate…
Quanti anni ho??
Questa barba e questo volto,
oggi non lo so”.
(Zucchero, Quanti anni ho)
Gente diversa, età diverse per ascoltare il blues – funky – rock – pop di un giovanissimo Zucchero nell’esecuzione di uno dei suoi dischi più riusciti.
Avevo 23 anni ed era l’anno di funky il gallo e di quel periodo della vita in cui tutto ti sembra perfetto, frizzante, emozionante tanto che seguire le orme di uno dei tuoi cantanti preferiti e avere come compagni d’avventura le persone a cui sei legato da un profondo affetto, ti sembrano il passo più importante che fai verso un’autonomia ormai raggiunta non solo, ma il modo per uscire da una quotidianità piccola e grigia di un piccolo paese di provincia.
Ricordo l’attesa dell’inizio del concerto, ricordo i: «ciao! Tutto bene?» e le conoscenze dell’ultima ora sull’erbetta inesistente del capo sportivo stracolmo di sabbia e poi…
“Poi, ho visto gli occhi suoi
Come grano in mano al vento
Son ciliegie del mio pianto
Cosi’ tanto io ti sento
Sai, ho visto te con lui” (Zucchero, Occhi)
Un vago ricordo di Zucchero con il suo mitico cappello di piume e vestiti con toni sul marrone e la sua bella chitarra: sudato più di tutti!!
Non ricordo ,molto del palco e dell’allestimento di quella sera; ricordo solo un grande, enorme gallo di plastica che pian piano prende forma e riempie tutto lo spazio circostante e una forte, dirompente musica…
…musica che ti entra nelle vene, a volte struggente spesso invadente e furente,
…ritmo che ti permane e di cui non puoi non farti contaminare…
…ritmo così avvolgente che il corpo si muove incontrollato tanto da prendere a gomitate il vicino di turno fino a sentire sotto le unghie affilate di quei tempi il graffio di una “pelata”…
…chiedere scusa arrossendo un po’ ma nella mente maledire quel deficiente che ti è capitato d’incontrare e che ti sottrae a quel casino irrefrenabile…
Eh si…questo è quanto emerge dai miei cassetti della memoria che il nuovo disco mi porta… “Potrebbe essere, di chi spera Ma nel mio cuore,…è mia!”
…Flying away…….
E te ne vai
Te ne vai
Te ne vai….via….via…..via….
(Zucchero, Occhi, 2008)

